L'origine
del perimetro murario di Urbs Salvia è ben conosciuta:
è visibile chiaramente dalla Cinta delle Mura, i cui ruderi sono
tuttora in gran parte in piedi, e ben alti dopo circa 16 secoli dalla
sua distruzione. L'antica Città, come appare dal suo perimetro,
aveva la figura pressocchè quadrata a forma di Castrum,
con le due strade maggiori, il decumano e il cardo massimo.
Confina ad est col fiume Fiastra, che forse la lambiva, a Ovest
con la collina verso il Paese fino ai ruderi di San Cristoforo, collina
che serviva d'appoggio, risparmiando da quel lato le Mura; a Sud la
Cinta di mura lungo la strada del Convento, proseguendo su fino
al Paese verso la Rocca; a Nord da San Cristoforo verso Fiastra. Le
Cinta a Nord e Sud erano perpendicolari. Verso la Rocca, è accertato
che proseguissero le mura di mezzodì, dello spessore di circa
due metri (sistema opus incertum), continuando lungo la strada
del Convento sotto la scarpata a levante. Anche a ponente della stessa
Rocca appaiono i resti di muri romani, ai piedi del Maschio, muri che
si deve ritenere continuassero verso quelli a ponente. Le Mura dell'antica
città, da quanto appare, erano alte circa 5 metri, dello spessore
di quasi 2, forti in modo da potere resistere agli assedi. Erano intramezzate
da bastioni, o Torri sporgenti, che in parte si vedono ancora, di varia
dimensione e forma: rotonda, pentagonale e quadrata. Secondo il Pallotta,
il perimetro delle Mura sarebbe di metri 2500 circa, costituito per
circa 500 da ciascuna delle due cinte perpendicolari al fiume a Sud
e a Nord, e da metri 750 in larghezza, parallele al Fiastra, delle altre
due cinte, con una superficie totale corrispondente, ove era costruita
la Città. Le Mura sono formate di grossi strati di calcestruzzo,
divisi all'altezza di metri 1.50 da due file di larghi mattoni legati
e connessi con impasto durissimo.
PORTA GEMINA
I Romani usavano di frequente fare porte geminate, ossia doppie,
uguali e vicine, specialmente nei punti della città dove era
maggiore l'afflusso di gente ed una di esse serviva per l'entrata e
l'altra per l'uscita. "Sorge essa a metà circa delle mura
di quella parte che sorge ad oriente e guarda il fiume Fiastra",
formante insieme un avancorpo che per dodici metri sporge dalla muraglia
di cinta come una specie di fortificazione a guisa di torre grossa e
fortissima. La luce dei suoi archi è di m. 6,20 e i piloni che
loro servivano di spalla hanno m. 3,30 di spessore. Le Mura sono formate
di grossi strati di calcestruzzo, divisi dall'altezza di m. 1,50 da
due file di larghi mattoni legati e commessi con impasto durissimo.Tutto
l'esterno era rivestito di opera laterizia con grossi mattoni disposti
ora in piano e ora obliquamente in forma di spina. Gli stipiti e gli
archi erano di grandi pietre silicee: la loro faccia larga m. 0,60,
e nell'interno dell'arco in grossezza m. 0,90. Le Mura dei fornici o
corridoi interni erano di laterizio e nelle volte vi erano buche per
gettare pietre ed altre cose atte ad offendere il nemico. Nel muro che
divide un fornice dall'altro si osservano ancora oggi delle aperture
che servivano a praticare dall'una all'altra parte, quando le porte
erano chiuse ed anche per potere attaccare il nemico quando una delle
porte fosse stata forzata. Nella grossezza dei muri si vedono degli
spazi aperti a guisa di nicchie, che probabilmente servivano a dare
posto a cose e a persone messe a servizio o a guardia delle porte stesse.
All'altezza dei quattro metri e mezzo dal suolo, che certamente non
è quello dell'antica porta, si vedono dall'una e dall'altra parte
del muro due grosse pietre sporgenti con due buchi fondi, forse destinati
a tenere i perni dei forti cancelli di ferro, che all'occasione servivano
a rafforzare la difesa.
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Struttura
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Resti
delle Mura
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Resti
della fortificazione
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Porta
Gemina
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