INTRODUZIONE GENERALE

La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, istituita ufficialmente il 18 giugno 1984 con una convenzione stipulata fra la Regione Marche e la Fondazione Giustiniani Bandini, proprietaria dell’area, è stata riconosciuta, con Decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste nel 1985 quale "Riserva Naturale dello Stato".Si estende per circa 1.800 ettari nel territorio dei comuni di Urbisaglia e Tolentino, nella fascia medio-collinare della provincia di Macerata, fra i 130 ed i 306 m . Il territorio della Riserva è stato suddiviso in tre aree principali:

Riserva Naturale Orientata. Comprende la Selva ed ha lo scopo di guidare lo sviluppo della natura al fine di raggiungere assetti il più possibile vicino a quelli naturali originari.

Riserva Antropologica. Comprende l’imponente complesso monastico dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, parte dei campi coltivati ed il fiume Fiastra, con la caratteristica fauna e vegetazione ripariale. E’ l’area a maggiore vocazione turistica, ma l’agricoltura vi riveste ancora un’importanza notevole.

Zona di Protezione. Comprende la restante parte della proprietà della Fondazione Giustiniani Bandini. Essa costituisce un filtro fra la Riserva vera e propria ed il territorio circostante. L'ambiente naturale è caratterizzato da tre zone aventi valenze naturalistiche crescenti quali:

• il paesaggio agrario che rappresenta, in riferimento all’attuale qualità della vita urbana, un patrimonio di primaria importanza;

• i corsi d’acqua (torrente Entogge e fiume Fiastra) con la loro caratteristica fauna e vegetazione ripariale, nonchè il lago “le Vene”, piccolo bacino lacustre, di origine artificiale, che è stato oggetto di un interessante progetto di riqualificazione naturalistica;

la Selva , che è un bosco di oltre 100 ettari giunto quasi intatto fino ai giorni nostri, grazie alla cura che ne ebbero prima i monaci cistercensi e successivamente la famiglia Bandini ed infine la Regione Marche che lo ha dichiarato "Area Floristica Protetta".

Molti sono i percorsi pedonali e ciclabili presenti all’interno della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra. Guide dettagliate ai percorsi sono disponibili i presso i punti vendita e il Centro Visite della Riserva.

Sentieri NaturALI

La Selva

Con i suoi cento ettari di bosco, “ La Selva ” è il più importante esempio di querceto collinare conservatosi nelle Marche. Questo tipo di ecosistema, che un tempo si estendeva su buona parte del territorio regionale e che è stato quasi ovunque eliminato per far posto alle colture agricole, si è conservato all’Abbadia di Fiastra per una serie di circostanze fortunate. Il percorso all’interno della Selva mostra il bosco nei suoi differenti aspetti: si inizia infatti osservando dall’esterno quel particolare tipo di vegetazione che costituisce il mantello del bosco, cioé la fascia di transizione tra alberi e coltivazioni, per poi inoltrarsi in un sentiero che percorre l'intera Selva ed in cui si osservano alcune interessanti tracce lasciate dall’uomo nel corso dell'ultimo secolo, come la fagianeria e le piante sempreverdi introdotte a scopo ornamentale. L’ultima parte del percorso mostra, invece, il volto più naturale della selva e le dinamiche in atto nella vegetazione, come la tendenza allo sviluppo dell’alto fusto, in zone di bosco governato a “ceduo” fino a qualche anno fa.

Il Lago le Vene

Il sentiero attraversa il territorio agricolo compreso tra la “Selva” ed il fiume Fiastra. La morfologia di gran parte dell’area è dovuta all’azione modellatrice fluviale iniziata durante le glaciazioni del Quaternario. Questo percorso permette, in particolare, di osservare un tipico lembo di bosco planiziale, assai interessante, che appare peraltro molto simile alla Selva come struttura e composizione, ma che tuttavia, per la presenza e la diffusione di alcune specie, quali la farnia, la berretta del prete, l' acero campestre, l'olmo ed altre è riconducibile più alle antiche foreste che, un tempo, si sviluppavano lungo il fondovalle. Tale percorso è, inoltre, uno dei luoghi migliori per le osservazioni faunistiche, per la presenza concomitante di tre ambienti diversi: i campi coltivati, il bosco ed il fiume.
Scendendo lungo le rive del Fiastra, è possibile osservare si osserva l’ecosistema fiume con la caratteristica vegetazione ripariale. Il percorso continua costeggiando il lago “Le Vene”, ex cava di ghiaia che è stata recuperata allo scopo di ricreare un ambiente umido seminaturale. Il lago è così denominato perché alimentato da sorgenti sotterranee. Vi si possono osservare diversi uccelli migratori, fra i quali l’airone cenerino e la garzetta. Altre specie che vi nidificano regolarmente sono il tuffetto, il martin pescatore e la gallinella d’acqua. Il sentiero successivamente entra per un breve tratto nella Selva, per poi costeggiare un'interessante casa colonica e quindi giungere alla "Pignolara", pineta di chiara origine artificiale ed infine all’Abbazia.

Il Bosco e il Fiume

Il sentiero natura sensoriale è un percorso lungo il quale la scoperta delle caratteristiche dell’ambiente viene effettuata non solo con il senso della vista, ma anche attraverso quello dell’udito, dell’olfatto e del tatto. Il sentiero il “bosco e il fiume” inoltre è stato realizzato eliminando ogni barriera architettonica al fine di renderlo perfettamente accessibile ad ogni categoria di persone, compresi i non vedenti. Esso si svolge in pianura e si percorre in 30 minuti, è caratterizzato da un fondo di ghiaia compatta e rullata ed è sempre delimitato da una staccionata e da un cordolo di legno alto 10 cm .

Museo della Civiltà Contadina

Il Museo è costituito da una raccolta di attrezzi agricoli, utensili da cucina e oggetti di falegnameria che provengono dalle case coloniche del circondario, ancora oggi a vocazione prevalentemente agricola. Il Museo ricostruisce gli ambienti caratteristici della casa colonica e raccoglie numerose fotografie dei momenti più significativi della vita rurale.


 

Abbazia di Chiaravalle di Fiastra

L'abbazia di Chiaravalle di Fiastra venne fondata nel 1142 dai monaci cistercensi provenienti dall'abbazia madre di Chiaravalle di Milano.

Nei tre secoli successivi l’Abbazia si sviluppò sia dal punto di vista religioso, con il fiorire di numerose vocazioni, che da quello economico, grazie a lasciti e donazioni da parte di privati e di signori feudali.

Nel 1422, all’apice della sua potenza economica e spirituale, l’Abbazia venne saccheggiata da Braccio da Montone, capitano di ventura e Signore di Perugia.

Persa in conseguenza a ciò l’autonomia, l'Abbazia venne prima affidata a cardinali commendatari, che restaurarono il chiostro e la chiesa, poi ai Gesuiti, che gestirono i beni dell’Abbazia costruendo magazzini, stalle e case coloniche.

Nel 1773 l’Abbazia venne ceduta alla nobile famiglia Giustiniani Bandini, che edificò sul lato sud del monastero un ricco palazzo. L’ultimo dei Giustiniani Bandini, morto senza eredi nel 1918, lasciò tutta la sua proprietà ad una fondazione agraria intestata.

I monaci cistercensi sono ritornati all’Abbazia di Fiastra nel 1985, e nello stesso anno è stata istituita, sui 1.800 ettari di proprietà della Fondazione Giustiniani Bandini, la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.

Chiesa  

La chiesa è a croce latina a tre navate. Misura 70m di lunghezza, compreso il portico, e 20m di larghezza. Le volte della navata centrale, alta 25m, erano originariamente tutte a crociera come quella della prima campata vicino alla porta e quella del presbiterio. Ora invece mostrano la copertura a capriate da quando l’Abbazia fu saccheggiata da Forte Braccio da Montone nel 1422. Lo stile della chiesa esprime in modo autentico le sue caratteristiche di povertà, semplicità, essenzialità tipiche dell’ordine cistercense. Unici motivi di decorazione i capitelli, tutti diversi fra loro, e i due rosoni che illuminano la chiesa da est e da ovest. Dalla metà del XIV secolo la chiesa venne arricchita con alcuni affreschi, fra cui una Madonna col Bambino (ultimo pilastro a sinistra) della scuola dei fratelli Salimbeni, e una Crocifissione attribuita al Folchetti (abside). Per la costruzione della chiesa venne usato molto materiale edilizio prelevato dalla città romana di Urbs Salvia. Di particolare importanza all’interno dell’abside un’ara pagana, attualmente usata come base per l’altare.    

 Refettorio dei Conversi

Il refettorio dei conversi è caratterizzato dall’uso massiccio e particolarmente creativo del materiale prelevato da Urbs Salvia: i sette sostegni centrali, infatti, sono capitelli, fusti e basamenti di colonne romane, tutti diversi fra loro.

Giardino e Palazzo Giustiani Bandini

Il palazzo Giustiniani Bandini fu edificato, all’inizio del XIX secolo, su disegno di Ireneo Aleandri, architetto autore dello Sferisterio di Macerata. E’ in stile neoclassico e conta circa 200 stanze. Il giardino antistante il palazzo rappresenta un raro esempio, per il Maceratese, di giardino all’inglese: lo ornano lecci secolari ed una rara quercia da sughero.

Chiostro

Simbolo della vita monastica, ha la forma di un grande quadrato di 37m per lato. Nelle sue forme attuali è frutto della ristrutturazione operata alla fine del XV secolo.

Pozzo e cisterna

Al centro del chiostro si trova un pozzo ottagonale in pietra e mattoni, sovrastato da una struttura in ferro aggiunta dai Gesuiti. Il pozzo era usato per attingere acqua dalla cisterna sottostante, all’interno della quale confluiva l’acqua piovana. Prima di affluire alla cisterna, l’acqua percorre un sistema di decantazione e filtraggio.

 

Cellarium

Il Cellarium era usato dai monaci conversi ed era adibito a magazzino e deposito. Il Corridoio che si trova fra il chiostro e il Cellarium permetteva ai conversi di raggiungere la chiesa attraverso una porta (attualmente murata), senza dover passare per il chiostro, riservato ai monaci di coro. Sopra il Cellarium era collocato il dormitorio dei conversi (ora utilizzato come sala convegni).

Sala delle Oliere

In questa stanza si conservava l’olio d’oliva prodotto dall’Abbazia. Per favorire un’adeguata pulizia della stanza il pavimento fu realizzato in pendenza (a terra sono ancora visibili i fori per l’eliminazione dell’acqua), mentre il canale sotto il muretto (sul quale venivano collocate le grandi brocche piene d’olio) convogliava l’olio in appositi pozzetti nel caso di rottura di un recipiente.

Raccolta Archeologica

La Sala delle Oliere ospita una raccolta di reperti archeologici provenienti da Urbs Salvia e portati alla luce durante varie campagne di scavo effettuate per conto della famiglia Giustiniani Bandini a partire dalla fine del ‘700. I documenti epigrafici costituiscono il nucleo più importante di questa raccolta. Da notare i ritratti di Augusto e Druso Maggiore, in mezzo ai quali è collocato un donario dedicato agli dèì e alle dee di Urbisaglia.

Capitello Ionico

Guardando alla base del muro della chiesa, si può scorgere, fra le altre pietre, un capitello ionico capovolto proveniente da Urbs Salvia.  

Le Grotte

Erano le antiche cantine dell’Abbazia. Coperte con volte a botte e a crociera, si snodavano sotto il pavimento della chiesa fino a raggiungere una profondità massima di 5,73 metri .

Sala del Capitolo

I monaci si radunavano qui ogni mattina. Prima si leggeva il martirologio, poi un capitolo della Regola di San Benedetto (da cui il nome della stanza). La sala è divisa in sei campate quadrate con volte a crociera, sostenute da due colonne romane che furono successivamente rivestite di mattoni (all’interno della colonna a destra dell’entrata è possibile vedere la colonna romana).