Molte
sono le testimonianze per il rifornimento e la distribuzione delle acque
negli edifici sia pubblici che privati della città romana di
Urbis Salvia. Nell' Acquedotto, perlustrato intorno al
1854 nel tratto fino alla Rocca, le acque percorrevano il crinale del
colle. In occasione di questa perlustrazione, vennero rinvenute delle
tegole dipinte con raffigurazioni di divinità e pareti in opera
laterizia con cunicolo a volta. Il suo tracciato esterno alla città
è identificato per una lunghezza di oltre un chilometro e collegato
con dei pozzetti di areazione profondi sino a 22/23 metri. Nella zona
settentrionale del paese, l'acqua raggiungeva una cisterna di distribuzione
tuttora ben conservata e visitabile, con il Teatro e l' Edificio a nicchioni.
L'Acquedotto è posto su due vani lunghi 51 metri, alti 4.10 circa
e comunica con due aperture alle estremità del setto centrale.
Ha pareti rivestite da cocciopesto idraulico e si pensa che abbia
una capacità massima di mille metri cubi d'acqua.