Convento, Maestà e Abbadia di Fiastra

Il territorio del Comune di Urbisaglia comprende anche tre frazioni: Convento, così chiamata per la presenza dei frati del S. S. Crocifisso, di cui rimangono la chiesa e tracce del monastero; Maestà, con la sua preziosa chiesa e Abbadia di Fiastra, con l’omonima Riserva Naturale e l’Abbazia, che costituiscono il terzo ed ultimo itinerario di visita.
Se riguardo la chiesa del S. S. Crocifisso le informazioni sono piuttosto carenti (si ipotizza che andarono perdute, insieme a molte altre non meno interessanti, nella soppressione degli ordini religiosi del 1810 e del 1860), lo stesso non si può dire per la chiesa della Maestà o di S. Maria del Massaccio, dal punto di vista pittorico, il gioiello più notevole di Urbisaglia.
Il nome di Maestà richiama le edicole sacre poste vicino alle strade; in questo caso l’edicola fu ricavata su un rudere romano, forse un imponente monumento funerario, ancora ben visibile all’esterno.
Secondo la tradizione, in questo luogo, nel 1429, apparve la Madonna che, in cambio della costruzione di una chiesa in suo onore, promise la liberazione dalla peste che imperversava ad Urbisaglia. Ad avvalorare questa ipotesi concorrono i numerosi affreschi presenti, quasi tutti realizzati per grazia ricevuta e spesso raffiguranti i Santi protettori della peste, San Rocco e San Sebastiano.
A circa un chilometro e mezzo di distanza dalla chiesa della Maestà in direzione Macerata, si erge l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata nel 1142 dai monaci cistercensi provenienti dall’abbazia madre di Chiaravalle di Milano e immersa nella Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, istituita ufficialmente il 18 giugno 1984 con una convenzione stipulata fra la Regione Marche e la Fondazione Giustiniani Bandini, proprietaria dell’area, e riconosciuta “Riserva Naturale dello Stato” con Decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste nel 1985.

Essa si estende per circa 1800 ettari tra i comuni di Urbisaglia e Tolentino e il suo territorio è stato diviso in tre aree principali: la Riserva Naturale Orientata, che comprende la Selva, un bosco di oltre cento ettari giunto quasi intatto fino ai giorni nostri, la Riserva Antropologica, che comprende l’imponente complesso monastico dell’Abbazia, parte dei campi coltivati ed il fiume Fiastra, con la caratteristica fauna e vegetazione ripariale, e la Zona di Protezione, che include la restante parte della proprietà della Fondazione Giustiniani Bandini e costituisce il filtro fra la Riserva vera e propria ed il territorio circostante.
Sebbene l’agricoltura rivesta ancora un’importanza notevole, la Riserva Antropologica è l’area a maggiore vocazione turistica, dovuta, soprattutto, alla presenza dell’Abbazia.
Contribuiscono ad arricchire il magnifico complesso dell’Abbadia di Fiastra un museo della civiltà contadina, con utensili rarissimi e di grande valore storico, uno di storia naturale, con uccelli, farfalle e fossili della zona e uno archeologico, diversi sentieri natura, uno dei quali, particolarmente affascinante, che collega il territorio dell’Abbadia con il Parco Archeologico di Urbs Salvia, nonché altri servizi quali un ufficio informazioni, un centro visite e un centro congressi.