Un viaggio in epoca romana


Tipologia   Storico-Artistico
 
Tecnologia   IoT
 
Numero Tappe   6
 
Difficoltà 
 
lunghezza   8.43 Km
 
Passeggia nel Parco Archeologico di Urbisaglia, un vero e proprio museo a cielo aperto che si estende su circa 40 ettari.
Segui il percorso che ti guiderà tra le testimonianze più affascinanti della città romana: il Serbatoio dell’Acquedotto, il Teatro, l’Edificio a Nicchioni, il Tempio con Criptoportico e infine l’Anfiteatro.

Concludi questo viaggio nel passato con il Museo Archeologico Statale tra reperti antichi, decorazioni architettoniche e bassorilievi.
Il Museo risulta ancora inagibile a causa dei danni provocati dal sisma del 2016, ma le sue opere continuano a vivere attraverso attività divulgative che ne mantengono viva la memoria.

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1Serbatoio dell'acquedotto romano

In epoca romana l’acqua era una risorsa fondamentale, gestita con una competenza tecnica che ancora oggi stupisce.
La visita inizia dal Serbatoio, un’imponente struttura sotterranea che serviva a raccogliere e purificare l’acqua prima della sua distribuzione.
L’impianto, perfettamente conservato, è costituito da due lunghe gallerie a volta rivestite in malta idraulica, collegate fra loro e accessibili oggi attraverso un percorso suggestivo nel sottosuolo.
Le dimensioni parlano da sole: 51 metri di lunghezza, quasi 3 di larghezza e 4,5 di altezza. Un vero e proprio capolavoro di ingegneria romana.

 

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2Teatro romano

Proseguendo per circa 400 metri lungo il sentiero, ti troverai davanti al monumentale Teatro romano, simbolo del prestigio di Urbs Salvia durante l’età augustea e tiberiana.
L’edificio, con una capienza fino a 12.000 spettatori, ospitava spettacoli pubblici di grande richiamo.
L’ingresso era regolato da una “moneta speciale” su cui erano incisi il numero del posto e l’effigie dell’imperatore: un antenato dei moderni biglietti numerati.

 

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3Edificio a Nicchioni

Situato al di sotto del Teatro, l’Edificio a Nicchioni svolgeva una funzione architettonica e urbanistica importante: collegava i diversi livelli della città, in particolare il pianoro del Teatro con il foro sottostante.
Il nome deriva dalle ampie nicchie che caratterizzano la facciata e che probabilmente ospitavano statue o decorazioni.

 

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4Tempio con criptoportico

Poco più avanti sorgono i resti di uno dei luoghi più affascinanti dell’area: il Tempio con Criptoportico, dedicato alla dea Salus Augusta, protettrice della salute pubblica e personale.
La divinità era legata alla figura dell’imperatore Augusto, testimoniando il profondo legame tra religione e potere.
In origine, si accedeva al tempio attraverso una scalinata centrale, poi sostituita da due rampe laterali simmetriche.

Sotto il tempio si estende il criptoportico: una struttura semi-sotterranea formata da quattro gallerie affrescate che lo circondano.
Gli affreschi, risalenti all’epoca di Tiberio, sono uno dei pochi esempi di pittura romana giunti fino a noi e rendono questo spazio ancora più carico di spiritualità e bellezza.

 

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5Anfiteatro

L’Anfiteatro di Urbisaglia è uno degli anfiteatri meglio conservati delle Marche. Poteva accogliere circa 5.000 spettatori ed era utilizzato per giochi, combattimenti e spettacoli pubblici.
Fu costruito nell’81 d.C. da Lucio Flavio Silva Nonio Basso, generale romano celebre anche per l’assedio di Masada.
Realizzato in opera cementizia con rivestimenti in laterizio, conserva ancora oggi l’intero perimetro esterno e il primo ordine dei gradini, inclusi i vomitoria, ovvero i passaggi che permettevano il rapido deflusso del pubblico.

 

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6Museo Archeologico Statale

Il viaggio si conclude nel cuore del borgo, dove sorge il Museo Archeologico Statale di Urbisaglia. Sebbene al momento l’edificio sia chiuso per inagibilità a causa del terremoto, il museo continua a raccontare la storia della città attraverso guide interattive e percorsi alternativi.
Tra i reperti più preziosi si trova un grande cratere neoattico in marmo pentelico, decorato con sei figure femminili – probabilmente ninfe – impegnate in una danza rituale.
Al primo piano si possono ammirare frammenti di decorazioni architettoniche, bolli laterizi dell’officina di M. Attius Fabatus legata al santuario di Salus e una riproduzione fotografica degli affreschi del criptoportico.
Ma il vero tesoro è un frammento dei Fasti Triumphales, l’unico rinvenuto fuori da Roma: un documento epigrafico che elenca i generali vittoriosi dell’impero e le loro imprese, legando per sempre Urbs Salvia alla memoria storica di Roma.

 

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